Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): il ruolo del Medico Competente aziendale

Classificazione DPI

  • DPI di protezione per mani e braccia: guanti specifici a seconda del rischio (punture, tagli, abrasioni, ustioni) e fasce protezione polsi;
  • DPI di protezione per piedi: scarpe e stivali per ustioni, punture, schiacciamenti;
  • DPI di protezione per gli occhi: occhiali e maschere (es. per saldatura);
  • DPI di protezione per l’udito: tappi e cuffie;
  • DPI di protezione per l’apparato respiratorio maschere antigas, polveri e fumi;
  • DPI protezione testa: caschi;
  • DPI per l’addome: cinture di sicurezza, giacche e giubbotti.

Il Medico Competente aziendale

Il Medico Competente aziendale deve essere nominato dal Datore di Lavoro per effettuare visite mediche volte ad accertare l’idoneità dei lavoratori.
Prescrive l’obbligo di specifici DPI, ove previsto, in particolar modo nel caso in cui vi sia qualche patologia in corso.
Agisce, dunque, per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.


Più Medici Competenti per un’azienda: il ruolo del Medico Coordinatore

Il Medico Competente

Il Medico Competente aziendale è nominato e pagato dal Datore di Lavoro, svolgendo il suo servizio professionale ai fini della prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Può essere anche un privato, un libero professionista che sia in grado di esercitare le funzioni sanitarie richieste, ma deve essere comunque in posizione di autonomia rispetto al Datore di Lavoro.

Il Medico Coordinatore

Nel caso di più Medici Competenti aziendali è obbligatoria l’individuazione del Medico Coordinatore.
Si fa presente che il Datore di Lavoro può nominare più Medici Competenti individuando tra essi un medico con funzioni di coordinamento nei seguenti casi:

  • aziende con più unità produttive;
  • esistenza di gruppi d’imprese che fanno capo allo stesso Datore di Lavoro;
  • la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessità.

In caso di mancata nomina del Medico Coordinatore sono previste delle sanzioni per il Datore di Lavoro.


Quando il Medico Competente aziendale deve prescrivere la vaccinazione antitetanica?

Il tetano

Il tetano è una malattia non molto diffusa in Italia, ma può essere mortale.
E’ un’infezione acuta dovuta ad un batterio, il Clostridium tetani.
Non si trasmette da uomo a uomo, ma solo attraverso ferite, anche banali o profonde causate da oggetti metallici arrugginiti.
Si ricorda che il tetano può essere contratto anche per via di siringhe infette e morsi di animali.

 

Obbligo vaccinazione

La vaccinazione antitetanica è obbligatoria in Italia, poiché il tetano è molto pericoloso.
Vi è un periodo d’incubazione che va dai 3 ai 21 giorni.
Una persona non vaccinata che contrae il tetano deve recarsi subito in ospedale.

Ci sono mansioni a rischio?

La vaccinazione contro il tetano è obbligatoria per chi lavora nell’ambito dell’agricoltura, allevamento ed edilizia.
Il Medico Competente aziendale deve accertarsi che tutti i lavoratori a rischio tetano siano stati vaccinati.


Il Medico Competente aziendale deve prescrivere la vaccinazione antitetanica ai lavoratori?

Il tetano

antitetanoIl tetano è una malattia infettiva poco diffusa in Italia, in rari casi mortale.
E’ un’infezione acuta causata da un batterio, il Clostridium tetani; dunque non si trasmette da persona a persona.
Si trasmette solo tramite ferite, anche banali o profonde causate da materiali metallici arrugginiti.
Possono causare il tetano anche siringhe infette e morsi di animali.

L’obbligo della vaccinazione

La vaccinazione antitetanica è obbligatoria in Italia, dato che il tetano è una patologia piuttosto pericolosa.
L’infezione tetanica non si manifesta subito: vi è un periodo d’incubazione che va dai 3 ai 21 giorni.
Una persona non vaccinata che contrae il tetano deve essere immediatamente ricoverata in ospedale.

Mansioni a rischio

La vaccinazione contro il tetano è obbligatoria per tutti coloro che operano nell’ambito dell’agricoltura, allevamento ed edilizia.
Il Medico Competente aziendale deve accertarsi che tutti i lavoratori a rischio tetano siano vaccinati contro il tetano.


Il Medico Competente deve effettuare visite mediche a fine rapporto lavorativo?

Il Medico Competente aziendale

visitamedicaIl Medico Competente aziendale effettua la Sorveglianza Sanitaria, che riguarda non solo visite mediche per i lavoratori, ma anche:

  • Collaborazione nella stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendali con il Datore di Lavoro, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Rappresentante del Lavoratori per la Sicurezza;
  • Sopralluogo dei luoghi di lavoro;
  • Partecipazione alla riunione periodica sulla sicurezza (nelle aziende con oltre 15 lavoratori).

Visita a fine rapporto

L’art. 41 del D.Lgs.81/08 legifera riguardo la Sorveglianza Sanitaria in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La visita medica di fine rapporto lavorativo fa parte dell’elenco delle visite obbligatorie da parte del Medico Competente.
E’ compito del Medico Competente effettuare una visita medica quando avviene la cessazione del rapporto di lavoro.


Il Medico Competente aziendale deve partecipare alla riunione periodica?

Chi è il Medico Competente?

  • nominaUn dipendente di una struttura pubblica;
  • Una persona che esercita la libera professione;
  • Un dipendente del Datore di Lavoro.

 

 

Che cosa deve fare?

  • Effettua la Sorveglianza Sanitaria, obbligatoria per i lavoratori esposti a amianto, rumore, videoterminali, movimentazione manuale dei carichi, prodotti chimici pericolosi, agenti biologici, ecc.;
  • Istituisce cartelle sanitarie e di rischio per i lavoratori;
  • Esprime giudizi di idoneità alla mansione specifica assegnata al lavoratore;
  • Collabora alla stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;
  • Visita gli ambienti di lavoro;
  • Partecipa alla riunione periodica (almeno annuale) di prevenzione e protezione dei rischi.

Quali sono le sanzioni per il Medico Competente aziendale?

mcIl Medico Competente svolge un ruolo di personale e importante responsabilità; non può essere considerato un mero collaboratore del Datore di Lavoro: viene incaricato per ricoprire un ruolo autonomo e distinto dal Datore di Lavoro, con obblighi propri, sanzionati penalmente.

 

Le sanzioni

Il Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce che il Medico Competente è punibile:

  • Con l’arresto fino a un mese o con una sanzione da 200 a euro 800 per non aver consegnato al Datore di Lavoro, alla fine dell’incarico, e al lavoratore, a fine rapporto lavorativo, i documenti delle visite mediche effettuate;
  • Con l’arresto fino a due mesi o con una sanzione da 300 a 1.200 euro per non aver effettuato la sorveglianza sanitaria, istituzione di una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore;
  • Con l’arresto fino a tre mesi o con una sanzione da 400 a 1.600 euro per non aver collaborato con il Datore di Lavoro e con il Servizio di Prevenzione e Protezione alla valutazione dei rischi;
  • Con una sanzione da 600 a 2.000 euro per non aver informato ciascun lavoratore interessato riguardo i risultati delle visite mediche effettuate e per non aver documentato i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria al Datore di Lavoro, al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  • Con una sanzione da 1.000 a 4.000 euro per non aver espresso per iscritto il giudizio d’idoneità (dandone copia al lavoratore e al Datore di Lavoro), per non aver allegato alla cartella sanitaria e di rischio gli esiti delle visite mediche effettuate.

Il Medico Competente aziendale è tenuto al segreto professionale?

Il Medico competente aziendale

medico compIl ruolo del Medico Competente aziendale consiste nell’effettuare la sorveglianza sanitaria, attività che comprende non solo visite mediche per i dipendenti, ma anche:

  • Stesura del Documento di valutazione dei rischi (DVR) con il Datore di Lavoro, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);
  • Sopralluogo degli ambienti di lavoro;
  • Partecipazione alla riunione periodica sulla sicurezza (nelle aziende con oltre 15 lavoratori).

Il segreto professionale

Facendo parte di un ordine professionale, il Medi Competente è tenuto al segreto dell’attività professionale che esercita. Non può divulgare i dati acquisiti durante gli incontri con il lavoratore che sono riportati nella cartella sanitaria; deve esprimere al Datore di Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) solo il giudizio di idoneità o meno del dipendente rispetto alla mansione che svolge in azienda.


Le visite mediche aziendali possono essere effettuate fuori dall’orario lavorativo?

articoli_1295Le visite mediche aziendali sono obbligatorie secondo quanto stabilito dal Testo Unico per la sicurezza dei lavoratori (D.Lgs.81/08) e utili per salvaguardare la salute dei lavoratori.
Le visite per i lavoratori non possono essere effettuate fuori dall’orario di lavoro.
Devono essere fissate negli orari e nei giorni nei quali il lavoratore si trova in azienda.
Non devono quindi in alcun modo rappresentare un onere per i dipendenti.
Lo stesso Testo Unico richiama l’attenzione sulla necessità di effettuare visite di controllo nell’orario di lavoro, al fine di non farne un peso economico e finanziario per la persona che dovrà sottoporsi a essa. 
Sarebbe utile per le aziende che il Medico Competente aziendale metta a disposizione un ambulatorio mobile attrezzato, con il quale è in grado di visitare i lavoratori in ogni orario, nei tempi, nei luoghi e nei modi che più compiacciono ai ritmi dell’azienda cliente.
Ciò rappresenta una buona soluzione all’esigenza da parte delle aziende di non far perdere la giornata lavorativa ai lavoratori che devono essere visitati.


Malattia professionale: come avviene la denuncia?

Cos’è una malattia professionale?

medico-del lavoro-laborPer malattia professionale (detta anche “tecnopatia”) s’intende una patologia che il lavoratore contrae nello svolgimento dell’attività lavorativa, dovuta all’esposizione nel tempo a dei fattori presenti nei luoghi di lavoro.
Questa tipologia di malattia, diversamente dall’infortunio, non avviene per causa violenta, ma è dovuta ad un’azione protratta nel tempo.

Come avviene la denuncia?

Per ottenere le prestazioni dall’INAIL in caso di malattia professionale bisogna effettuare una denuncia.
Il lavoratore deve riferire al datore di lavoro di avere contratto tale patologia professionale entro 15 giorni dal momento in cui questa si manifesta.
Il datore di lavoro, deve trasmettere all’INAIL la relativa denuncia entro i successivi 5 giorni.
Alla denuncia va allegato il certificato medico che a sua volta deve indicare:

  • il domicilio dell’ammalato;
  • il luogo del ricovero;
  • una relazione dei sintomi della patologia.

La denuncia può essere trasmessa anche per via telematica ed in questo caso il certificato medico deve essere inviato solo su richiesta dell’INAIL.

Il medico competente, ha l’obbligo di denunciare la malattia professionale, anche in caso di solo sospetto della patologia.